Ultimo Aggiornamento Agosto 14, 2026 di Nadia Halfway
📜 Introduzione.
Posso andare in Erasmus se ho il Diabete di Tipo 1? La risposta è: assolutamente sì!
La mia diagnosi del Diabete di Tipo 1 è arrivata quasi 30 anni fa. Sono stata diabetica per tutta la mia vita e dunque non ho dovuto sperimentare quel doloroso cambio da una vita “normale” a una vita “con diabete”. Non mi sono mai posta domande tipo: “Ora che ho il diabete, posso fare questo?”. Invece, mi son sempre detta: “Posso farlo, nonostante il diabete”.
Prima di cominciare l’università, avevo già vissuto a Londra per 18 mesi ed essere indipendente e lontana da casa non era una novità per me. Una volta tornata a Cagliari, la mia città, nell’ormai lontano 2015, mi iscrissi all’università e feci domanda per qualsiasi borsa di studio per poter studiare e vivere all’estero. Così facendo, ho potuto partecipare a ben 5 diversi programmi Erasmus. Sì, nonostante la mia patologia!
In questo post, voglio condividere con te la mia storia e rassicurarti che puoi assolutamente fare un’esperienza Erasmus se hai il Diabete di Tipo 1.

🇪🇸 Primo: Erasmus+ Studio a Malaga (Spagna).
La mia primissima esperienza Erasmus è stata a Malaga ed è durata cinque mesi: da febbraio a luglio 2018. È stata una delle esperienze più belle e divertenti della mia vita!
Durante il mio Erasmus, sono riuscita a mantenere uno stile di vita regolare e la stessa routine che avevo a casa. Non ho saltato i pasti né mangiato eccessivamente alle cene a cui ho partecipato. Ho fatto la mia insulina correttamente e in orario, e ho continuato a fare regolarmente i controlli, incluse alcune analisi del sangue. Allo stesso tempo, non mi sono persa il divertimento. Ho fatto feste e festini, serate in discoteca, bevuto vino bianco e tequila, fatto gite nelle città vicine, e pure un viaggio in Marocco.
Sono arrivata in Spagna con una scorta di insulina per 6 mesi, nonostante il mio Erasmus ne durasse 5. Più tardi, mia mamma mi ha spedito due scatole con vestiti, scarpe, aghi e strisce. Questo mi ha mantenuta completamente coperta per l’intero soggiorno.
🇵🇹 Secondo: Erasmus+ Traineeship a Lisbona (Portogallo).
Per il mio secondo Erasmus, ho svolto un tirocinio estivo a Lisbona. Non appena tornata da Malaga, diedi qualche esame e poi mi trasferii in Portogallo, dieci giorni dopo la fine del mio primo Erasmus!
L’esperienza a Lisbona è stata più tranquilla. Le università erano chiuse e c’erano meno studenti in giro. Inoltre, stavo effettivamente lavorando per un’azienda e nel mentre scrivendo la mia tesi di Laurea su Gibilterra. Non ci sono state feste pazze tutte le notti, giochi alcolici o grandi eventi internazionali.
Nonostante, ciò, è stata un’esperienza altamente formativa. La mia routine quotidiana non è stata affatto stravolta, per cui ho gestito il diabete così come faccio a casa. Poiché sono rimasta meno di tre mesi, ho portato con me nel bagaglio a mano la giusta quantità di insulina, aghi e strisce.
🇨🇦 Terzo: Globus Placement a Vancouver (Canada).
Questo non era un vero e proprio Erasmus, ma un programma specifico offerto dall’Università degli Studi di Cagliari, chiamato Globus Placement. Grazie a questa borsa di studio, ho potuto svolgere un tirocinio post-laurea in Canada per 4 mesi, per l’esattezza a Vancouver.
Però, il Canada non è in Europa e soprattutto non è come l’Europa, quindi le cose erano un po’ diverse. La mia diabetologa mi aveva fornito un certificato medico in cui dichiarava quanta insulina stessi portando, il mio dosaggio quotidiano e la durata del mio soggiorno.
Come per Lisbona, la mia esperienza a Vancouver è stata più formativa che dedita al divertimento ma nel complesso, posso dire che il periodo che ho trascorso in Canada è stato piuttosto piacevole. Tuttavia, il freddo estremo invernale mi aveva provocato una polmonite e danneggiato la mia insulina durante un viaggio di Natale a Ottawa. Questo mi ha inevitabilmente portato alla chetoacidosi e trascorsi una settimana ricoverata. Fortunatamente, mi sono ripresa completamente e senza conseguenze, e ho potuto proseguire il mio tirocinio a Vancouver. Ti racconto l’intera vicenda nel mio post: 4 Mesi in Canada: Esperienza di Tirocinio Post Lauream e Chetoacidosi Diabetica.

🇪🇸 Quarto: 1° Anno di Erasmus Mundus a Malaga (di nuovo!).
Mentre ero in Canada, decisi di partecipare al bando per la borsa di studio Erasmus Mundus. Questo programma Europeo finanzia un’intera laurea specialistica in cui risulti non come studentessa Erasmus ma come vera e propria matricola delle Università scelte. Ogni anno, ci sono diversi Master disponibili finanziati dalla borsa Erasmus Mundus che coinvolgono sia Università Europee sia alcune Extra Europee, così come aziende e altri enti partner. Ogni anno, si frequentano le lezioni in un paese diverso delle Università che aderiscono ed è inoltre possibile svolgere un tirocinio presso le aziende partner del consorzio.
Il Master che avevo scelto era relativo alle Tecnologie della Traduzione e dell’Interpretariato, e potei scegliere due fra tre Università del Consorzio: quella di Malaga, di Sofia e di Wolverhampton. Scelsi senza dubbio di tornare a Malaga per l’anno accademico 2019-2020! Purtroppo, quello fu anche l’anno del COVID-19. Nonostante il primo semestre fu comunque fantastico, trascorsi il secondo chiusa in casa con i miei coinquilini.
Per quanto riguarda il diabete, ero arrivata ad Agosto del 2019 con abbastanza insulina per i primi mesi, e portai una scorta dopo il viaggio a casa per Natale. Inoltre, durante la pandemia, mia mamma ha cercato di spedirmi aghi e strisce, ma il pacco è andato perso! Per fortuna, non sono mai rimasta senza insulina o altre forniture.
🇧🇬 Quinto: 2° Anno Erasmus Mundus a Sofia (Bulgaria).
Il secondo anno del Master, corrispondente anche al mio ultimo Erasmus, si è svolto a Sofia, in Bulgaria, da settembre 2020 a luglio 2021. Proprio come in Spagna, sono arrivata con una buona scorta di insulina e fornitura. A metà del mio soggiorno, mi feci spedire un’altra scatola contenente anche insulina poiché non potevo tornare in Italia a causa delle restrizioni Covid. Questa volta, per fortuna il pacco arrivò a destinazione!
Poiché eravamo in pieno lockdown, frequentai le lezioni online, quindi non dovevo andare all’Università di persona. A prescindere, mi ero fatta un bel gruppo di amicizie Erasmus. La Bulgaria aveva meno restrizioni rispetto all’Italia o alla Spagna in quel periodo. Avevamo trovato alcuni bar “clandestini”, fatto feste in casa e viaggiato in lungo e in largo in Bulgaria. Visitammo anche la Romania, Macedonia del Nord e Istanbul. Avevo persino fatto un viaggio in solitaria a Cipro e Creta all’inizio di giugno prima degli esami!
Inoltre, durante questo Erasmus, ho avuto una breve frequentazione con un altro ragazzo diabetico. È raro incontrare altri diabetici di tipo 1, quindi è stato interessante legare con qualcuno che capisse veramente questa condizione.

💡 Consigli di Viaggio.
- Fai i bagagli giusti. Porta con te abbastanza fornitura (insulina, sensori, CGM, aghi) per i primi mesi e trasportali sempre nel bagaglio a mano!
- Rifornisciti in modo intelligente. Fai in modo che familiari o amici ti portino forniture extra quando ti vengono a trovare, o fai scorta se fai un salto a casa per una breve vacanza. Non è indicato spedire medicinali, soprattutto l’insulina. Io l’ho fatto, ma era una situazione in via eccezionale dovuta alle restrizioni all’epoca del Covid.
- Richiedi un certificato. Porta con te un certificato medico del dottore tradotto in inglese. Ti potrà essere utile in caso ti facciano controlli all’aeroporto sulla quantità di insulina che ti stai portando.
- Comunica. Tieni la tua insulina al sicuro in frigo. E raccomanda ai tuoi nuovi coinquilini e amici della tua condizione spiegando perché l’insulina deve stare al fresco e assicurati che sappiano cosa fare durante le serate fuori se dovesse succedere un’emergenza.
- Assicurazione. Nell’UE, la tua Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM) ti dà diritto alle cure mediche. Tuttavia, non puoi semplicemente entrare in farmacia e comprare l’insulina, devi andare al pronto soccorso. Se studi fuori dall’UE, un’assicurazione sanitaria completa che copra il diabete T1 è assolutamente vitale.
Per consigli più dettagliati, ti consiglio una lettura ai miei articoli sui viaggi lunghi con il Diabete di Tipo 1 e sugli oggetti indispensabili da portare con te.
💙 Il Mio Consiglio.
Prima di tutto: il diabete non deve mai essere un limite per te. Puoi raggiungere tutti i tuoi obiettivi nonostante questa patologia. Lo fai semplicemente alle tue condizioni e in base ai tuoi tempi. Vivi questa esperienza libera dalla mentalità di essere “malata” e goditi ogni momento. Non perderti le opportunità per paura.
Continua a controllare la glicemia, non saltare i pasti e non dimenticare l’insulina. Ogni tot mesi, dovresti anche fare le analisi del sangue e delle urine per controllare l’emoglobina glicata. In poche parole, non devi cambiare le tue abitudini ma adattarle a una nuova routine!
Assicurati che qualcuno vicino sappia come aiutarti in caso di un’emergenza medica e tieni aggiornata la tua famiglia. Se si verifica un’emergenza, non farti prendere dal panico. Se la tua insulina finisce o si guasta, vai dritta in un ospedale locale. Puoi anche contattare i coordinatori Erasmus della tua università di origine e di quella ospitante per aiutarti. Inoltre, prima di fare domanda per una borsa di studio Erasmus, verifica se hai diritto a fondi aggiuntivi riservati a chi ha problemi di salute. Io non ne sapevo nulla, ma tu potresti avere questa possibilità!
Infine, quando fai gite per il fine settimana, metti sempre in valigia molte più penne o scorte di quante pensi di aver bisogno! Quando sei lontana da casa o dal luogo in cui conservi il tuo salva-vita, niente va lasciato al caso e tutto può succedere. Ne parlo più approfonditamente nel mio post sui viaggi con il diabete di tipo 1, in cui racconto tutti gli imprevisti legati al diabete che mi sono capitati in viaggio.
❓ FAQ.
Non è obbligatorio. Tuttavia, informare il coordinatore dell’università ospitante può darti accesso a supporto aggiuntivo durante la tua permanenza all’estero.
Sì. Il programma Erasmus+ prevede un supplemento per partecipanti con disabilità o malattie croniche. Informati presso l’ufficio Erasmus della tua università per verificare se ne hai diritto.
Copre le visite ospedaliere e le urgenze, ma in farmacia non puoi ritirare l’insulina senza ricetta locale. In caso di emergenza, vai direttamente al pronto soccorso con il tuo certificato medico.
Recati al pronto soccorso più vicino con il certificato medico che riporta diagnosi, farmaci e dosaggi, preferibilmente tradotto nella lingua locale o almeno in inglese.
Abbastanza per tutta la durata del soggiorno, più almeno un mese di scorta extra. Portala sempre nel bagaglio a mano, mai in stiva.
🎈 Conclusione.
Le mie 5 esperienze Erasmus mi hanno dato la possibilità di mettermi alla prova. Ho vissuto in paesi incredibili, studiato in grandi università e ho conosciuto amici da tutto il mondo. È un’esperienza impagabile che ti apre la mente e ti mostra cos’altro c’è là fuori.
Se ti stai ancora chiedendo: “Posso andare in Erasmus se ho il Diabete di Tipo 1?”, la risposta è sì. Fai domanda per quella borsa di studio, partecipa a quel programma di scambio e vai a esplorare il mondo!
💬 E tu? Hai già partecipato a un programma Erasmus o stai pensando di fare domanda per la borsa di studio? Raccontami tutto nei commenti!
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