Ultimo Aggiornamento Settembre 11, 2026 di Nadia Halfway
📜 Introduzione.
Dopo aver fatto volontariato per una settimana all’Elephant Nature Park e aver trascorso un paio di giorni a Chiang Mai, mi sono imbarcata verso una nuova avventura a Ban Khwao.
Siccome desideravo che il mio viaggio in Thailandia fosse significativo e utile, avevo deciso di propormi tramite il sito Workaway (una popolare piattaforma di scambio lavoro) ad alcune scuole e asili per insegnare inglese come volontaria. È così, mi sono ritrovata a Ban Khwao, un remoto villaggio thailandese nella provincia di Chaiyaphum. Non è molto distante da Bangkok, ma risulta piuttosto complicato da raggiungere, soprattutto dal nord della Thailandia.
In questo post, voglio condividere con te la mia esperienza di volontariato per due settimane nella Thailandia rurale e come ho trascorso le giornate tra una lezione e l’altra. Inoltre, nel caso tu decidessi di farci un salto, qui ti racconto alcuni posti da visitare a Ban Khwao, dove mangiare, dove alloggiare e, soprattutto, come raggiungere questo villaggio.

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📍 Dove si trova Ban Khwao e Come Arrivarci?
Ban Khwao è stato fondato circa 300 anni fa e ha recentemente ottenuto lo status di Amphoe (piccolo distretto) nella provincia di Chaiyaphum. Si trova nel cuore dell’Isan, nel nord-est della Thailandia.
È una parte tranquilla e rurale del paese, nota soprattutto per la tessitura della seta tradizionale e le comunità locali molto unite. Ban Khwao, in particolare, è famoso per la seta mudmee, una tecnica di tessitura di tintura a nodi tradizionale tramandata di generazione in generazione.
Arrivare a Ban Khwao è stata un’avventura. Come ho menzionato nel mio post su Chiang Mai, ho perso il bus poiché l’appuntamento che avevo per farmi un tatuaggio è andato per le lunghe. Ho dovuto cercare in fretta la corsa successiva e arrivare qualche ora dopo, nel cuore della notte. Ero comunque orgogliosa di me stessa: non mi sono fatta prendere dal panico e non ho pianto per la disperazione. Sono andata dritta in stazione e ho chiesto semplicemente un biglietto per il prossimo bus verso la mia destinazione.
Da Chiang Mai, Ban Khwao dista circa 700 km. Ho preso la corriera da Chiang Mai fino a Chaiyaphum, dove ho trascorso la notte, e il mattino dopo lo staff della scuola è venuto a prendermi in macchina.
Da Bangkok, dista circa 320 km. L’opzione più semplice è prendere un bus dal Mo Chit Bus Terminal fino a Chaiyaphum, il cui tragitto dura circa cinque ore, e poi proseguire con un Grab o i mezzi locali.
🏡 Il Mio Alloggio.
Per tutto il periodo del volontariato, sono stata ospitata a casa di una delle insegnanti. Sono rimasta a bocca aperta: viveva in una grande villa affacciata su un tranquillo laghetto, a circa 15 minuti a piedi dalla scuola e 20 minuti dal centro del paese, dove si trovano i negozi, i 7-Eleven e i mercati.
Superato il cancello, c’era un grande giardino con la villa principale dell’insegnante. A sinistra, una fila di piccole dependance con diverse camere per gli ospiti. Mi era stata data un’intera stanza, più grande di quanto immaginassi, con bagno privato, lavandino in camera, due letti singoli e un grande divano. La coppia francese che ha fatto volontariato con me condivideva un’altra camera proprio di fronte alla mia ma con bagno esterno.
Ci era stato dato anche uno scooter per andare a scuola e girare per il villaggio. Non so guidarlo, quindi Jonathan, il ragazzo della coppia, ci scarrozzava ovunque, anche a Chaiyaphum. Sì, in tre su uno scooter senza casco. A volte io e Jo, la ragazza, lo indossavamo ma non erano di certo omologati.

🏫 La Scuola.
L’asilo dove ho fatto volontariato era una scuola privata chiamata โรงเรียนอนุบาลหลวงภักดี. La direttrice aveva avuto l’idea di insegnare le basi dell’inglese attraverso programmi di volontariato come Workaway. Poiché la Thailandia è un paese in via di sviluppo dipendente dal turismo, parlare l’inglese può aprire porte importanti. Questo vale soprattutto per i bambini che vivono fuori da Bangkok e dalle grandi mete turistiche.
La scuola aveva un grande giardino e un’ampia sala professori dove trascorrevamo la maggior parte del tempo libero. C’erano diverse aule e una mensa a spazio aperto. Le lezioni iniziavano alle 8 e i bambini venivano accompagnati dai genitori abbastanza puntuali.
La mattina iniziava sempre con la cerimonia in onore del regno thailandese: i bambini alzavano la bandiera cantando l’inno nazionale, e poi facevano un po’ di esercizi e balli. Le coreografie erano particolarmente importanti, poiché, con l’avvicinarsi del Natale, si stavano allenando per partecipare un concorso a Chaiyaphum.

🐥 I Bambini.
Essere così coinvolta all’interno dell’asilo mi ha dato la possibilità di vedere da vicino come funziona il sistema educativo fuori dall’Italia (e dal mondo occidentale in generale). Mi ha anche fatto capire quanto possa essere diversa l’infanzia tra culture diverse, e in particolare come l’educazione rigida tipica dell’Asia formi i bambini in un modo che, permettetemi di dirlo, è per certi versi migliore.
La prima cosa che ho notato è che i bambini vengono ancora sculacciati dagli insegnanti. È stato probabilmente il più grande shock culturale per me. A volte era difficile da guardare, ma ero cosciente che la disciplina può essere affrontata in modo molto diverso a seconda delle culture e che non spettava a me giudicare i metodi educativi.
Nonostante questo, i bambini thailandesi sono molto educati e rispettosi in confronto a molti bambini italiani. Anche quando giocavano, erano calmi e obbedienti. Niente capricci esagerati, pianti o urla. I bambini vengono abituati fin da piccoli a obbedire, salutare, rispettare gli anziani e ringraziare sempre.
La maggior parte dei giorni, tutti gli alunni indossavano la divisa scolastica: ne avevano di diversi colori in base al giorno della settimana e più di una volta indossavano un completino tradizionale, come si vede in alcune foto di questo post. Le bambine arrivavano con i capelli perfettamente pettinati e acconciati con trecce e codette. Erano tutte incredibilmente ordinate e curate.
📚 In Classe.
Inizialmente c’ero solo io e ho insegnato da sola per due giorni prima che si unisse una simpatica coppia francese: Jo e Jonathan. Da quel momento, abbiamo gestito le lezioni in tre, e sono stata davvero felice che fossero lì, visto che non ho molta esperienza con i bambini piccoli. Jonathan, invece, era un educatore di professione.
Ci erano stati dati poster raffiguranti animali, colori, professioni e oggetti quotidiani. Dunque, il nostro compito era quello di insegnare ai bambini come pronunciare queste parole e fare semplice conversazione di base. A volte cantavamo canzoni o facevamo giochi più attivi come Simon dice. La comunicazione era complicata poiché quasi nessuno parlava inglese, incluse le altre insegnanti. La direttrice era l’unica eccezione mentre con le altre maestre usavamo Google Translate per spiegare un’attività. Alcune classi erano composte da bambini piccolissimi, di soli due o tre anni che a mala pena parlavano il thailandese.
Avevamo due lezioni ogni mattina fino alle 11:30 circa. Poi i bambini pranzavano e venivano messi a fare il pisolino su dei piccoli futon poggiati sul pavimento. Quando si svegliavano, piegavano il proprio futon e si lavavano la faccia da soli. Jo e io solitamente pettinavamo i capelli delle bambine. È quasi una regola non scritta: i bambini devono tornare a casa puliti e ordinati come al mattino. Ero stupita da quanto queste bambine stessero ferme e allo stesso tempo ero terrorizzata di tirare troppo loro i capelli. I maschietti erano un po’ più vivaci, ma Jonathan li teneva impegnati mentre Jo e io pettinavamo le bambine. Alla fine, le bambine ci ringraziavano e si inchinavano in segno di rispetto e gratitudine.

🌅 Le Giornate tra una Lezione e l’Altra.
Dopo le lezioni, una volta che i bambini si erano svegliati dal pisolino, eravamo di solito liberi entro le 14 o le 14:30.
A volte ci univamo all’autista della scuola per riportare i bambini a casa. Nonostante si trattasse di una scuola privata e, presumibilmente, piuttosto cara da frequentare, le loro abitazioni erano molto semplici. Anche quando i genitori arrivavano ben vestiti o con l’ultimo modello di iPhone, le loro case parevano umili, e alcune sembravano quasi delle capanne. Le porte erano a volte aperte e potevo scorgere l’assenza di stanze separate, materassi sul pavimento, e giardini dissestati e senza piante.
Vedere questo contrasto è stato uno dei momenti che più mi ha fatto riflettere. Non dirò “sono poveri ma più felici di noi” come si sente dire spesso dei bambini nei paesi più poveri, soprattutto in Africa. Sinceramente non so quanto fossero difficili le loro vite, né se condurre una vita semplice senza i nostri comfort sia meglio o peggio.
Le mie giornate a Ban Khwao erano straordinariamente tranquille. Nessuna fretta, nessun itinerario fitto da seguire. Trascorrevamo del tempo vicino al laghetto bevendo una birra e guardando la vita scorrere. Giravamo per il mercato e il Night Bazaar o esploravamo i templi circostanti scoprendo ogni angolo del villaggio. Ho trovato persino un piccolo salone di bellezza e mi sono fatta fare le unghie. Ho anche provato a guidare uno scooter per la prima volta. Non eravamo pressati dalla smania di dover per forza fare qualcosa, era tutto una pace dei sensi.
Per il primo fine settimana, avevo pianificato di andare a Ubon Ratchathani. Tuttavia, un incidente piuttosto grave ha cambiato completamente i miei piani e tutto quello che ne è seguito.
💉 Insulina Congelata.
Breve storia triste che ho già accennato in altri post tra cui quello relativo alle mie disavventure in viaggio con il diabete: il personale della scuola ha messo tutta la mia scorta di insulina per sei mesi nel freezer invece che nel frigorifero, distruggendola completamente.
Avevo esplicitamente chiesto che la mia borsa venisse tenuta in frigorifero all’alloggio. Invece, è stata spostata nel frigo della scuola senza nemmeno dirmi nulla. Ho scoperto cosa fosse successo solo quando una delle mie penne era terminata e avevo necessità di prenderne una nuova. Alla mia richiesta di avere la borsa, mi hanno accompagnata a scuola.
Nessuno lì sembrava capire la gravità di quello che era successo. Quello che credo fosse il marito dell’insegnante rideva mentre io me ne stavo lì a piangere davanti alla mia borsa di insulina congelata. Capisco le barriere linguistiche e le differenze culturali, ma questa non è la risposta adeguata a un’emergenza medica. L’insegnante responsabile ha smesso di farsi vedere per il resto del mio soggiorno (e vivevo praticamente a casa sua). La direttrice mi ha accusata di non essere stata chiara quando invece ero stata esplicita proprio con lei, che poi aveva consegnato la mia borsa alla persona responsabile dell’accaduto.
I ragazzi francesi mi hanno portata in ogni farmacia di Ban Khwao e poi di Chaiyaphum per tutto il pomeriggio. Sfortunatamente nessuna farmacia vendeva insulina senza ricetta così sono dovuta andare all’ospedale e acquistare penne di emergenza (e nemmeno a basso prezzo).
🧾 La Totale Mancanza di Empatia e Responsabilità.
Il supporto della piattaforma Workaway è stato completamente inutile. Nonostante il loro termini di utilizzo confermino di intercedere qualora la vita di un volontario sia a rischio, tutto quello che mi hanno offerto è stato un rimborso di 50€ sull’abbonamento. Niente in confronto al danno, allo stress e alla paura. Se danneggiare un farmaco salvavita non è considerato un pericolo all’incolumità di una persona, non so cosa lo sia.
La mia diabetologa non è stata da meno. La sua soluzione era quella di tornare a casa e annullare il resto del viaggio. Se hai letto qualcosa della mia storia, era la stessa dottoressa che una volta mi aveva detto che il diabete è un limite e che non avrei dovuto candidarmi per una borsa di studio in Canada.
L’Assistenza Sanitaria per gli Italiani all’Estero è stata ugualmente inutile. Si tratta di un’istituzione che, teoricamente, dovrebbe aiutare noi cittadini italiani proprio in queste situazioni. Hanno affermato che la questione non era di loro competenza e non hanno fornito alcuna indicazione su come affrontare l’urgenza senza spendere una fortuna.
Dopo aver comprato alcune penne di emergenza all’ospedale, io e la coppia francese abbiamo trascorso quel fine settimana a Chaiyaphum. Una volta tornati a Ban Khwao il lunedì, ho insistito con la direttrice per portarmi di nuovo all’ospedale di Chaiyaphum e acquistare il resto poiché di fatto mi avevano distrutto sei mesi di scorte, sia Humalog sia Lantus. Ha accettato e mi ha portata con sua figlia, una delle poche persone, oltre alla coppia di francesi, a capire davvero la gravità della situazione.
La mia assicurazione di viaggio ha accettato di assistermi facendomi un rimborso non come spesa medica, ma come bagaglio danneggiato. Hanno richiesto una dichiarazione firmata dalla scuola che ammettesse il proprio errore, rimborsandomi tutto, tranne la franchigia.
💔 Cosa è rimasto.
Non fingerò che questo non abbia influenzato il resto della mia esperienza e l’umore generale. Ho trascorso i giorni rimanenti attendendo di andarmene, ma sono rimasta per i bambini e perché comunque era già stato tutto pianificato.
La cosa che ha fatto più male è stata che nessuno si è mai scusato. Nessuno ha riconosciuto il pericolo in cui mi avevano messa. Nessuno si è assunto la responsabilità. E nessuno, tranne Jo e Jonathan, mi ha aiutata o confortata.
Se avessi avuto la consapevolezza che ho oggi, avrei preso provvedimenti formali. Avrei denunciato sia Workaway sia l’ente italiana e avrei reso pubblica tutta la storia perché a quanto pare solo le cose che diventano virali riescono a smuovere le persone.
Il fine settimana successivo, siamo tornati a Chaiyaphum per il concorso di danza dei bambini. Le mie due settimane erano ormai giunte al termine, e da lì mi sono diretta a Bangkok per incontrare un’amica a Natale e trascorrere una settimana insieme per le feste.
Nonostante tutto, l’esperienza mi ha dato qualcosa che non scambierei con niente. Trascorrere del tempo con i bambini thailandesi è stato incredibilmente significativo così come vivere in una comunità locale. Senza dubbio, è stata una delle cose più preziose che abbia mai fatto.
🗺️ Cosa Vedere a Ban Khwao?
Sarò molto schietta: a Ban Khwao non c’è molto da vedere. Se cerchi feste, paesaggi spettacolari per trekking o grandi mercati, non li troverai né qui né in nessun altro posto sperduto non ancora invaso dal turismo di massa.
Quello che troverai è la vita tranquilla del villaggio: piccoli templi, negozi essenziali, un Bazaar notturno, ristoranti locali e un laghetto rilassante. Soprattutto, troverai una comunità genuinamente accogliente.
Per chi cerca un’esperienza tranquilla e un’immersione reale nella cultura thailandese, Ban Khwao è l’ideale e ha anche alcuni luoghi interessanti da esplorare.
Il Lago.
A Ban Khwao non ci sono veri parchi pubblici. Questo piccolo lago funge da spazio all’aperto naturale per tutto il villaggio. Qualche panchina costeggia la riva, dove gli abitanti locali vengono a camminare, sedersi e rallentare.
All’alba e al tramonto, il laghetto è molto suggestivo. Se sei fortunata, potresti avvistare fiori di loto sparsi sulla superficie. Abbiamo trascorso diverse serate qui con una birra, senza fare niente in particolare, solo a goderci la tranquillità.
I Templi.
A Ban Khwao ci sono diversi templi buddisti, tra cui il Wat Pathummawas, il Wat Charoen Phon e il Wat Sala Loi. Il primo ha un bellissimo chedi rosa finemente decorato che merita una breve visita.
Quello che rende la visita ai templi in un villaggio come Ban Khwao diversa è la completa assenza di folle. Sono templi vivi, frequentati dai residenti locali e non da gruppi turistici.
Se arrivi la mattina presto, potresti vedere i monaci che ricevono le offerte. Vestiti in modo modesto, con spalle e ginocchia coperte, e muoviti con discrezione. La gente sarà amichevole e a volte curiosa e qualcuno potrebbe anche cogliere l’occasione per praticare qualche parola di inglese con te.
Il Night Bazaar.
Il Night Bazaar è il principale punto di ritrovo a Ban Khwao. I locali vengono qui per chiacchierare, passeggiare, mangiare street food o semplicemente stare insieme. Non è un mercato grande, ma ha un’atmosfera autentica che i mercati notturni pensati per i turisti faticano a replicare.
Troverai street food classico come pad thai, spiedini, frullati, piatti di riso, noodle e zuppe. Se ti senti coraggiosa, potresti trovare anche ratto alla griglia. Occorre precisare che i thailandesi non mangiano ratti urbani ma il ratto di risaia, chiamato Noo Na in thailandese, un roditore che vive nelle aree agricole e si nutre di semi di riso, cereali e insetti. È considerato pulito, sano e perfettamente commestibile. Nel caso te lo stessi chiedendo, io non l’ho provato, e probabilmente non lo farò mai.

La Strada della Seta.
Ban Khwao è conosciuta in tutta la regione per la sua seta. La strada 3002, una lunga via costellata di centri di produzione, sarti e negozi di abbigliamento, è il posto dove esplorare questa arte. L’area ospita il Ban Khwao Silk Centre, un noto centro produttivo specializzato nella seta mudmee di alta qualità.
Il mudmee è una tecnica di tessitura di tintura a nodi tradizionale: i fili vengono legati e tinti prima della tessitura, creando intricati motivi geometrici in colori profondi e ricchi. Guardarne la realizzazione su un telaio tradizionale è affascinante. Molti negozi lungo la strada sono a conduzione familiare, dove le stesse donne che tessono il tessuto lo vendono direttamente.
Anche se non hai intenzione di comprare niente, vale la pena fare una passeggiata qui. Se invece vuoi acquistare qualcosa in seta, la qualità è eccellente e i prezzi sono molto ragionevoli (e più convenienti rispetto a Hoi An, in Vietnam). Con un po’ di tempo e qualche gesto, potresti persino riuscire a farti realizzare qualcosa su misura.
Mercati, Negozi e 7-Eleven.
Oltre al Night Bazaar e al Night Market più distante dal centro (che offre anche artigianato oltre al cibo) c’è anche un classico mercato locale che vende frutta, verdura, carne, pesce e altri prodotti freschi. Si trova proprio di fronte a uno dei due 7-Eleven del paese.
Il 7-Eleven non ha quasi bisogno di presentazioni. È praticamente un’istituzione in Thailandia e una vera attrazione turistica in tutto il Sud-Est asiatico. Trovi di tutto qui: pasti pronti, frutta fresca, acqua, alcol, snack, prodotti per l’igiene, sigarette. Puoi persino comprare una eSIM. In un piccolo villaggio come Ban Khwao, è anche il posto più affidabile dove fare scorta di tutto quello che ti serve.
Nel villaggio trovi anche un salone di bellezza (ละออตา), uno studio di tatuaggi (ร้านสัก ช่างต้อ ชัยภูมิ รับสักลาย) e un negozio di ottica (ปัณณ์วลีการแว่น).
🛏️ Dove Alloggiare a Ban Khwao.
A Ban Khwao non ci sono né hotel né ostelli, o almeno, non li troverai sulle piattaforme di prenotazione più popolari, nemmeno su Agoda, molto diffusa nel Sud-Est asiatico. Esistono alcune guest house su Google Maps, ma dovresti contattare la struttura direttamente via email, LINE (l’app di messaggistica più usata in Thailandia, simile a WhatsApp) o Facebook (nel caso abbiano una pagina).
La scelta più comoda è soggiornare a Chaiyaphum, una città più grande e con buone opzioni di alloggio. Io ho soggiornato una notte all’HOP INN Chaiyaphum per 20€, ma il personale della scuola è dovuto venire a prendermi poiché l’hotel si trova a 25 km da Ban Khwao.

In alternativa, ho trovato un posto molto carino con bungalow chiamato Nonna Resort, , a 17 km dal paese. Di solito non consiglio alloggi in cui non ho soggiornato di persona, ma ha una valutazione di 4,5 stelle su Google Maps con molte recensioni positive che menzionano i bungalow con vista sui campi di riso e la colazione inclusa. Puoi cercarlo con il nome in thai: นอนนา รีสอร์ท@โรงเเรม ที่พัก ชัยภูมิ
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🍜 Cosa Mangiare a Ban Khwao.
A Ban Khwao ho avuto la fortuna di mangiare vero cibo tradizionale thailandese. La direttrice della scuola ci forniva pranzo e cena dal lunedì al venerdì e ci portava regolarmente in posti locali e piccoli ristoranti a conduzione familiare.
Se ti capita di visitare Ban Khwao, questi sono i posti più memorabili dove ho mangiato. Per facilitarti la ricerca, ho dato a ciascuno un nome descrittivo accanto al nome thai. Puoi cliccare su ognuno per andare direttamente alla sua posizione su Google Maps.
- Noodle Truck / บะหมี่เกี้ยวเฮียลิ้ม (ตลาดเช้าบ้านเขว้า). L’insegnante portava qui almeno tre volte a settimana. È un piccolo camioncino gestito da una signora anziana, proprio di fronte al 7-Eleven. Dietro il suo food truck c’è una saletta dove i clienti si siedono a pranzare.
- By the Pond / Rim Bueng Restaurant (ร้านอาหารริมบึง). Questo ristorante era proprio accanto al nostro alloggio. Il pollo con anacardi è stato uno dei piatti migliori che abbia assaggiato in tutta la Thailandia.
- Town Centre / ก๋วยเตี๋ยวต้มยำแม่มาศ. Sembra un po’ diroccato dall’esterno, ma il cibo era delizioso e l’atmosfera genuinamente accogliente.
- Night Bazaar / ตลาดเทศบาลบ้านเขว้า. Abbiamo mangiato diverse volte qui, soprattutto per provare lo street food tipico o fare uno spuntino quando avevamo ancora fame.
- Night Market / ตลาดนัดบ้านเขว้า. Ci siamo andati una sola volta per un evento “cibo dal mondo”. È più grande del Night Bazaar e un po’ più lontano dal centro, pieno di bancarelle di cibo e artigianato locale.
- Baan Mulan Cafe / บ้านมู่หลานคาเฟ่. Ci sono diverse caffetterie, ma questa è probabilmente la migliore della zona. Trovi i classici espresso e cappuccino, ma anche latte di vari gusti.

💡 Consigli di Viaggio.
Sicurezza.
Ban Khwao è un villaggio tranquillo e sicuro. Anche se la comunità sembra essersi abituata agli stranieri grazie ai volontari di Workaway alla scuola, è comunque bene restare attente e usare il solito buon senso.
Come Spostarsi.
I trasporti possono essere una vera sfida a Ban Khwao. A Chaiyaphum si trovano taxi e si può prenotare un Grab, ma i taxi locali all’interno del villaggio sono rari. Se sei fortunata, potresti trovare un songthaew e contrattare una tariffa per tornare a Chaiyaphum. Altrimenti, potresti prenotare un autista privato tramite il tuo alloggio in anticipo.
All’interno del villaggio, puoi muoverti facilmente a piedi. Se trovi un negozio di noleggio, lo scooter è un’opzione pratica e guidare qui è molto più semplice che farlo in una grande città o su un’isola turistica affollata. Detto questo, se non hai mai guidato uno scooter prima, per favore non iniziare qui. Non iniziare da nessuna parte nel Sud-Est asiatico, se è per questo.
Cibo e Salute.
Il cibo qui è vero cibo thailandese. Preparati a sapori forti, ingredienti insoliti e condizioni di igiene alimentare diverse da quelle a cui sei abituata. Ho mangiato molto, soprattutto al mercato, e non ho mai avuto problemi. Ho comunque evitato ratti, insetti e pesce crudo, ma non mi sono ossessionata con l’igiene.
Prima di arrivare in Thailandia, avevo iniziato a prendere i probiotici e avevo aggiornato i vaccini. Ti consiglio vivamente di fare lo stesso, dopo esserti consultata con il tuo medico. Per la lista completa di quello che ho preso e i vaccini che mi sono fatta, leggi il mio post dedicato: Essenziali di Viaggio: Farmaci e Supplementi.
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eSIM.
Come accennato sopra, puoi comprare una SIM locale al 7-Eleven. L’ho fatto un paio di volte, ma ho notato che la funzione hotspot non andava. Avendo due telefoni, ho finito per dover comprare due SIM fisiche separate, e usare il laptop era impossibile fuori dalla scuola, dove avevamo il Wi-Fi gratuito.
Il mio consiglio è di acquistare una eSIM con buona copertura in tutta la Thailandia, incluse le zone rurali come Ban Khwao. È il modo più comodo per restare connessa durante il viaggio.
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❓ FAQ.
Dipende da cosa stai cercando. Se vuoi feste, trekking spettacolari o grandi mercati, non li troverai né qui né in nessun altro villaggio rurale. Ma se vuoi vedere la vera vita thailandese lontano dai circuiti turistici, Ban Khwao è perfetto.
Due giorni bastano per una visita rapida. Il vero punto di venire in un posto così, però, è rallentare, immergersi nella vita locale e godersi le cose semplici a un ritmo più lento. In questo caso, consiglio un minimo di 5-7 giorni.
No, e la mia esperienza ne è la prova. Prima di arrivare a Ban Khwao avevo pochissima esperienza con i bambini piccoli. Quello che conta molto di più è la pazienza, l’entusiasmo e la capacità di comunicare attraverso giochi, canzoni e gesti quando le parole non bastano.
🎈 Conclusione.
Quando ho pianificato il mio viaggio zaino in spalla in Thailandia, non cercavo un’esperienza puramente turistica. Volevo fare qualcosa di utile, fare del bene e fare la differenza, anche nel mio piccolo.
Sono arrivata a Ban Khwao senza sapere cosa aspettarmi e me ne sono andata con una delle esperienze più significative dell’intero viaggio. Non ero mai stata particolarmente a mio agio con i bambini, anche quando lo ero io stessa. Trovarmi con più di venti bimbi alla volta sarebbe stata una vera sfida. D’altronde, il mio intero percorso nel Sud-Est asiatico era una sfida quotidiana. Nonostante gli imprevisti e i problemi, le due settimane a insegnare inglese all’asilo sono state incredibilmente toccanti.
Ho vissuto appieno ogni momento con i bambini. Ho imparato di più sulla cultura thailandese, ma soprattutto ho imparato molto su me stessa: come essere più paziente e gentile, come comunicare nonostante la barriera linguistica e come essere responsabile, giocosa e creativa. Ban Khwao mi ha insegnato qualcosa che nessuna destinazione popolare avrebbe mai potuto. Mi ha mostrato cosa significa essere davvero accolta in una comunità, invece di essere semplicemente tollerata come turista.
Dopo di che, ero poi pronta per una settimana folle con la mia amica a Bangkok.
💬 E tu? Hai mai visitato un villaggio remoto come Ban Khwao? Come è stata la tua esperienza nella comunità locale? Raccontami tutto nei commenti!
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